Otto amici che scrivono...
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Proviamo a fare un bilancio di cinque anni di politica estera portata avanti non dalla Farnesina (dove ancora si rimpiange un ministro Ruggero, autorevole e stimato nel mondo), ma da un presidente del consiglio che ha fatto delle pacche sulle spalle agli "amici" l'unico argomento politico.
L'America dell'amico Bush ci nega qualsivoglia chiarimento sulla morte di Nicola Calipari, in questo aiutato dal ministro Martino che parla di tragico fato, e quanto alle incursioni della Cia, che non rispetta la sovranità territoriale dello Stato Italiano, di questo si occupa il ministro Castelli: per non disturbare nessuno neanche propone le rogatorie internazionali richieste.
La Francia ci considera solo come terra di conquista dove si va a fare shopping, sicuramente non un partner e tantomeno un paese amico con cui fare affari.
La Libia dell'amico Gheddafi ci minaccia perché gli accordi sui risarcimenti coloniali sono rimasti lettera morta. E poi ci ha pensato un altro ministro (ora ex) a metterci una buona parola accompagnata da una buona maglietta. Ma già lo stesso capo del governo aveva teorizzato sulla superiorità della cultura occidentale su quella islamica, quindi tutto torna.
